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Per fortuna ci sono gli smartphone. Il telefonino, per la prima volta nella sua storia è costretto a segnare il passo. Sui mercati dell’Europa occidentale, nel 2008 ne sono stati consegnati 190,5 milioni, il 5,9% in meno del 2007. L’unico segmento di questo business che viaggia in controtendenza è quello dei cellulari multimediali di ultima generazioni che ha registrato un +36% anno su anno. In Italia poi, hanno registrato una performance esplosiva più che raddoppiando le vendite, passando dalle 290mila unità del 2007 alle 700mila del 2008.
La loro tumultuosa crescita è stata trainata, secondo gli analisti di Net Consulting, soprattutto dalle applicazioni business, ma quest’anno quasi tutti i produttori si stanno focalizzando sulle applicazioni entertainement privilegiando nella comunicazione i messaggi che presentano i punti di forza delle rispettive offerte: tecnologia innovativa, facilità di utilizzo, design, crossmedialità. Secondo gli analisti di Needham
& Co questo mercato è trainato a livello mondiale da due protagonisti, Blackberry e iPhone che non fanno parte ufficialmente del Ghota della telefonia mobile, ma insieme catturano un terzo circa del mercato totale degli smartphone. In particolare sorprende il risultato di Apple che con un solo dispositivo in due versioni, ha raggiunto quota 1,1% nel business mondiale dei cellulari. Il segreto di questo grande successo sta proprio nella riuscita integrazione di hardware e software.
Lo sforzo dei grandi costruttori di telefonini scesi in forze su questo nuovo terreno competitivo si concentra dunque sulle caratteristiche dei terminali e sull’integrazione dei nuovi servizi basati su internet che fanno del cellulare il nuovo computer portatile.
La pole position mondiale dei produttori non è cambiata: Nokia sempre saldamente in testa a quota 42% circa; Samsung, al secondo posto con una quota del 24,3%; Sony Ericsson, pur mantenendo il terzo posto in Europa Occidentale, è scivolata al 14,9%. Le loro strategie di comunicazione hanno molti punti in comune, ma anche delle differenze marcate.
Il leader mondiale Nokia punta a coprire con modelli appositamente studiati la domanda di applicazioni che appare diversificata nei diversi target. Samsung che è stato il primo a introdurre il cellulare full touch punta su tecnologia e design rivolgendosi a tutti i target con un’offerta larga segmentata principalmente dal prezzo. Sony Ericsson infine punta le sue carte sulla domanda di applicazioni entertainement. La campagna d’autunno vedrà mobilitati tutti i mezzi con una preferenza spiccata per l’outdoor e per il web, canale privilegiato per coinvolgere il consumatore più esigente in grado di apprezzare maggiormente le innovazioni offerte dai nuovi telefonini “intelligenti”.
“Cari sindaci, sono qui, se qualcuno ha voglia di rovinarsi il futuro facendosi fotografare con me sono a sua disposizione. Costo, 35 euro a foto, le pago io si intende…”. Mercoledì scorso sono stato mandato dal mio giornale a seguire l’inaugurazione della Brebemi, cerimonia avvenuta a Urago d’Oglio alla presenza del Presidente del Consiglio. E’ stata la prima volta che ho potuto osservare a lungo e da vicino Silvio Berlusconi, ascoltarlo parlare ufficialmente e informalmente con persone diverse, e posso dire di avere compreso le ragioni del suo grande successo personale. E’ umanamente molto simpatico e la cosa colpisce di più e con più forza proprio quelli come me che invece non lo amano né lo apprezzano, politicamente e culturalmente.
E’ un uomo dotato di un carisma naturale che attira fisicamente il prossimo come una calamita. Dote che ne fa inevitabilmente un capo, ma un capo di tipo diverso dal solito, un capo simpatico, alla mano, molto spontaneo e pieno di calore. Non è un leader autoritario, che ti attira con la sua potenza; è un leader “democratico” che ti coinvolge nel cerchio di luce calda che lo segue come un riflettore. Un leader che ostenta le sue debolezze umane e ci ride sopra senza problemi anche perché sa, è sicuro, che per queste debolezze la maggioranza degli italiani, anche di quelli che non votano per lui, è pronta ad assolverlo.
Dopo essersi fatto fotografare praticamente con tutti, operai, poliziotti, baristi, sindaci, Berlusconi ha dominato la scena per tutta la mattinata, nel suo intervento a braccio ha rassicurato, blandito, elogiato, applaudito, promesso, soprattutto promesso, come una divinità benigna, il suo uditorio. Ha promesso anche alle migliaia di abruzzesi sotto le tende che andrà a l’Aquila in agosto a dirigere i lavori “la cosa che mi piace fare di più” e che a metà settembre cominceranno a entrare nelle nuove case che si stanno costruendo. “lavoreremo giorno e notte, sabato e domenica, li metteremo sotto a un tetto in una casa completa di tutto, dalle lenzuola al frigo pieno, stupiremo il mondo”. E la gente presente in sala non ha potuto che applaudire fragorosamente. Trascinato dall’entusiasmo ha trovato anche il modo di liquidare con una battutina applauditissima , i suoi “nemici” di Repubblica, che si ostinano a non capire che lui “non è un santo” e che proprio per questo è tanto amato e apprezzato dagli italiani. Poi, dopo aver scherzato anche coi ragazzi della banda, ha fatto il chierichetto insieme a Formigoni rispondendo tutto serio alle preghiere del sacerdote incaricato di benedire la prima pietra del cantiere autostradale che ha inaugurato schiacciando il bottone che azionava la betoniera, ma aspettando che l’orologio digitale del cantiere segnasse le 13 in punto.
Insomma, un animatore nato, un padrone bonario e generoso, indulgente anche con quelli che pensano di poterlo inchiodare alle sue debolezze di vecchio seduttore in disarmo. Che ha avuto però un solo momento di durezza, molto applaudito anche questo, di cui va tenuto conto. A un certo punto parlando del ritardo della Brebemi provocato dal ricorso presentato a Bruxelles nel 2007, ha scandito: “In futuro useremo se occorre anche l’esercito contro gli ambientalisti che dovessero attaccare le grandi opere. Come abbiamo fatto a Napoli lo Stato saprà imporre le sue decisioni”. Ma è stato solo un attimo, subito dopo il sorriso e l’affetto per questo Paese, “pieno di belle figliole e di validi imprenditori” ha preso il sopravvento e la festa è continuata indisturbata. Gli ambientalisti e gli altri oppositori che non apprezzano sono avvertiti.
Il mercato italiano 2008 ha chiuso ancora in positivo a quota 20,3 miliardi di euro, agguantando un risicato +0,8%, ma il 2009 sarà un anno orribile per l’informatica nazionale.
Un crollo sotto quota -5,9% è infatti atteso dall’Assinform, l’associazione delle imprese italiane dell’IT aderente a Confindustria che ha diffuso ieri a Milano i dati della 3° indagine congiunturale sul settore condotta su un campione rappresentativo di aziende associate. “I dati indicano che siamo in piena ritirata – sottolinea Paolo Angelucci, neo presidente dell’associazione – due terzi delle aziende utenti, sia nell’industria che nei servizi, stanno tagliando la spesa destinata all’innovazione del parco tecnologico, rinviandola a tempi migliori con conseguenze pesanti per il nostro settore dove metà delle imprese prevedono cali significativi di fatturato”.
Conseguenze immediate di questa congiuntura negativa saranno, per il 25% delle aziende IT, la riduzione dell’occupazione fissa e il taglio delle consulenze con conseguente decadimento della qualità dei servizi erogati. A perdere terreno saranno nel 2009 soprattutto le vendite di hardware (-6,4%) e di servizi (-6,7%), mentre andrà meno peggio nel segmento del software (-3,6%).
Insomma un brutto inizio di mandato per Paolo Angelucci, ingegnere elettronico e imprenditore, 56 anni, dal 1981 presidente e amministratore delegato del Gruppo Cosmic Blue Team, azienda informatica con 56 milioni di euro di ricavi, 7 sedi in Italia e oltre 250 addetti, chiamato un mese fa alla guida di Assinform. Il mercato secondo l’indagine congiunturale delle imprese italiane di informatica ha stoppato non solo lo sviluppo dei nuovi progetti, ma ha ridotto nel 63% dei casi anche le spese correnti e di manutenzione del parco installato.Per reagire a questa deriva il neo presidente propone una risposta in due mosse partendo proprio dal nostro tradizionale ritardo sul terreno dell’innovazione visto come un’opportunità di crescita. “La spesa in telecomunicazioni e informatica procapite dell’Italia (1.430 euro) è inferiore del 25% a quella media europea (1.833 euro). Ci sono dunque grandi margini di crescita da recuperare. Il programma di Assinform per i prossimi quattro anni si concentra in queste due parole d’ordine: governare il rischio e progettare lo sviluppo”. In concreto ciò significa chiedere al Governo di estendere alle tecnologie digitali la detassazione degli utili delle imprese che investono in macchinari, misura prevista nel decreto anti-crisi (Tremonti-ter), oggi in Parlamento per la trasformazione in legge. Dall'altro chiedere alla banche di aprire specifiche linee di finanziamento per agevolare gli investimenti in tecnologie digitali da parte delle imprese industriali e di servizi.
La domanda di spazio continua a crescere anche in tempo di crisi. Si tratta di una domanda trasversale che interessa sia le aziende che le famiglie, i professionisti, le banche, gli enti locali e gli artigiani. Gli oggetti che non possono più trovare spazio in casa o in azienda sono i più diversi: mobili, opere d’arte, attrezzi, libri, semilavorati e gioielli, vestiti e strumenti musicali, ma soprattutto documenti che si è tenuti a conservare per anni e la cui massa aumenta continuamente.
La risposta delle società di logistica che si sono specializzate in questo servizio cerca pertanto di seguire il profilo delle diverse richieste con adeguate politiche di marketing. L’offerta di self storage ad esempio, che si rivolge indistintamente a tutti coloro che vogliono gestire autonomamente il proprio deposito di oggetti, è in espansione, anche se a un ritmo più lento e con dimensioni meno vistose di quanto accade in altri paesi.
Il business è nato circa 30 anni fa negli Stati Uniti e attualmente negli USA si contano più di 54.000 self storage. E' un'attività in continua crescita nel mercato americano dove si è registrata l'apertura di 15.000 nuovi siti negli ultimi 3 anni. La Gran Bretagna è stato il primo Paese europeo a sviluppare il servizio e oggi conta circa 860 siti. Nell'Europa continentale si contano 550 centri di cui il 30% in Francia. In Italia gli “alberghi delle cose” come vengono chiamati, sono per ora una cinquantina in tutto, ma stanno aumentando costantemente grazie anche all’attività di comunicazione e marketing che punta a illustrare il servizio come la soluzione più facile ed economica ad un problema comune a privati ed imprese.
Una torre in cima alla collina firmata da Matteo Thun, simbolo della cultura Ladina proiettata nel futuro, diventerà il nuovo Landmark della capitale del Sud Tirolo.
Sorgerà sul Virgolo, la collina che sovrasta Bolzano, al centro di un’area di circa 38 ettari di proprietà di BBG Trading, la società presieduta dal costruttore Vittorio Repetto, che ha affidato all’architetto Thun il compito di valorizzare un grande progetto di trasformazione urbana della storica collina. Un’operazione di riqualificazione fortemente osteggiata dagli ambientalisti locali, che accusano la famiglia Thun (inventori dell’Angelo di Bolzano) di “colonialismo”, ma sostanzialmente accolta dall’amministrazione comunale che l’ha prevista nel Master Plan del suo Piano Urbanistico presentato in maggio alla cittadinanza.
Al centro del nuovo insediamento, secondo il progetto ideato dall’architetto bolzanino, ci sarà il nuovo Thuniversum, che sostituirà l’attuale spazio espositivo situato vicino alla “fabbrica degli angeli”. E’ un grande showroom che contiene un panocticum che proietta su dei megaschermi il panorama mozzafiato delle Dolomiti viste dall’alto, un elegante bistrot e il Thun Store dove viene mostrata tutta la produzione dell’azienda. Nata come una piccola azienda artigiana fondata dai genitori dell’architetto, Otmar e Lene Thun, la società è oggi divenuto un brand mondiale con un
fatturato di 220 milioni di euro, una realtà costituita da 4.000 collaboratori e da oltre 3.000 punti vendita distribuiti in Italia, Germania, Austria, Svizzera e Spagna.
Oltre alla grande “Thun City”, sul Virgolo dovrebbero venire realizzati un museo, un centro congressi, un hotel, campi da gioco, passeggiate tematiche e un carosello per smistare le folle dei visitatori (circa 1 milione) attesi dai promotori. Il tutto collegato alla città da una nuova funivia.
“Il progetto di Masterplan è ancora in discussione – osserva l’architetto Matteo Thun, 57 anni, che ha vinto quest’anno il Premio Ischia di Architettura alla Carriera, cofondatore con Sottsass dello Studio Menphis e sostenitore della Ecotecture, un approccio alla progettazione che punta insieme all’ecologia e all’economia e, quindi, ad un ambiente sostenibile fondato sull’uso di risorse rinnovabili e sul risparmio energetico -. La costruzione che sorgerà qui sarà un insieme di edifici contraddistinti da una torre, un segno verticale che potrebbe diventare il landmark della città. Alle sue radici costruiremo il nuovo Thuniversum. Sarà dedicato alla storia delle dolomiti e del popolo di Otzi, che viveva in queste montagne 5mila anni fa in diverse tribù che parlavano lingue diverse dall’incrocio delle quali è nata la cultura Ladina. Su Virgolo vogliamo ricreare l’anima del luogo. L’angelo e le figure realizzate da mia madre, diventate oggi patrimonio Unesco, sono espressioni profonde dell’anima ladina”. A Bolzano lo sviluppo del nuovo progetto sul Virgolo si presenta complesso e Matteo Thun prevede si dispiegherà in progress nei prossimi 10 anni con un investimento (valore del costruito) non inferiore ai 300 milioni di euro.
Una casa low cost che non rinuncia all’estetica e alla qualità tipiche del made in Italy. Da oggi è possibile grazie a RDB Casa, società del Gruppo RDB, leader nella produzione di sistemi prefabbricati e componenti per l’edilizia, che ha presentato al mercato un sistema innovativo di costruzione di edifici residenziali in grado di consentire un risparmio del 30% sui costi di costruzione a parità di prestazioni.
“Con questo nuovo sistema siamo finalmente riusciti a introdurre l’industrializzazione anche nell’edilizia residenziale proponendo abitazioni che costeranno anche meno di 1.000 euro al metro quadro – afferma Giampio Bracchi, presidente del Gruppo -. La società è pronta ad offrire subito soluzioni adeguate a vincere la sfida del social housing e della compatibilità ambientale”.
La proposta di RDB si basa sull’industrializzazione dei componenti strutturali (strutture portanti, travi e pilastri, corpi scale e ascensori, solai, integrati dai getti di completamento) con i quali è possibile realizzare edifici di classe A, multipiano, con appartamenti da 40 a 200 metri quadri, con tempi di costruzione praticamente dimezzati rispetto a quelli tradizionali.
La nuova iniziativa nasce dalla collaborazione tra RDB Spa, (quotata al segmento Star di Piazza Affari), i costruttori Borio Mangiarotti Spa, Botta Spa, Mangiavacchi Pedercini, Mazzalveri&Comelli e Caputo Partnership che firma il progetto architettonico. “Il concetto del Lego, pochi elementi semplici usati per costruire edifici complessi, ha guidato la nostra progettazione – dice l’architetto Paolo Caputo -; da un lato abbiamo semplificato il prodotto, dall’altro abbiamo curato la sua ricchezza figurativa sempre diversa e non omologata tenendo ben presente il concetto della sostenibilità”. Il sistema consente di realizzare edifici in linea, ad angolo, a pettine e a torre, integrabili tra loro, che possono sviluppare da uno a dieci piani fuori terra più due interrati.
La Calabria ha scommesso tutto su Gattuso, calciatore famoso a livello mondiale, nominato “ambasciatore” della sua regione. L’Emilia Romagna, che pure utilizza un testimonial locale qual è il comico romagnolo Paolo Cevoli, basa le sue strategie di marketing sull’ascolto del territorio tradotto in un marketing mix, frutto della strategia condivisa da amministratori locali e operatori privati.
L’Alto Adige-Sud Tirol, invece, sceglie un codice emotivo per comunicare il suo “mondo da vivere”, consapevole del fatto che oggi nessuno è più disposto a spostarsi da casa solo per provare un nuovo albergo e che è necessario offrire un’atmosfera che faccia la differenza. Jesolo, infine, perla turistica del litorale veneziano, ha deciso di rispondere a una sfida decisamente più internazionale e cosmopolita, proponendo al turista l’esperienza di vivere in una città il cui restyling urbano è stato affidato a una squadra di archistar di fama mondiale.
Le regioni e le località turistiche italiane sono impegnate in una stagione difficile che vede gli albergatori e gli amministratori lottare locali fianco a fianco per portare a casa il miglior risultato possibile dopo un 2008 che si è chiuso in calo del 5,6%. Gli operatori devono misurarsi per la prima volta con una sorta di “stanchezza” dei vacanzieri: i sociologi annunciano che la crescita acritica della domanda, tipica dell’ultima fase di sviluppo del turismo nei paesi occidentali, ha raggiunto un livello critico di maturità. 
“Una strada nuova, valida per tutte le mete da promuovere ancora non esiste – osserva Daniele Romanin responsabile di Area Marketing, l’agenzia di Pordenone che ha curato il lancio mediatico del progetto Jesolo City Beach, forse il più innovativo tra quelli in atto nel settore -. Di certo chi punta solo o prevalentemente sull’immagine del divertimentificio rischia di svalutare la sua offerta. Molto più sfidante è invece la scelta di Jesolo che ha puntato sull’innovazione dell’immagine urbana e dei servizi di una città moderna e attraente, con 300 chilometri di piste ciclabili e 14 di litorale, dove è bello vivere e andare in vacanza, ispirandosi a modelli internazionali di alto livello quali Miami e Las Vegas”. O per rimanere in Europa, a Brighton la capitale britannica delle vacanze che è visitata da otto milioni di turisti l'anno, ma conta anche due università e una scuola di medicina.
La tracciabilità territoriale è uno strumento offerto alle imprese per favorire la tutela delle produzioni del territorio, la nascita di una economia di prossimità legata all’agroalimentare, creare e comunicare l’identità di una filiera locale apprezzata e richiesta in tutto il mondo.
La possibilità per le nostre aziende di recuperare o creare ex novo piccole produzioni tradizionali di qualità, la capacità del mercato di assorbire questa offerta, la possibilità di interscambio di know-how tra produttori, dimostrano che la tracciabilità territoriale è una scommessa vincente. Lo provano le esperienze che in diverse realtà italiane la Confederazione Nazionale Artigianato ha promosso e sta seguendo.
Localmercato - PDO Art, ad esempio, è il primo Consorzio di artigiani e produttori lombardi che offre prodotti artigianali tipici e biologici di qualità, freschi e genuini, confezionati con cura, prestando particolare attenzione all’ambiente, ai sapori e alle tradizioni. L’iniziativa che coinvolge una ventina di aziende, risponde a quei consumatori che cercano la qualità e l'autenticità di prodotti a “chilometri zero”, proponendo un’alternativa eco-solidale alla grande distribuzione organizzata convenzionale. Grazie al sistema di e-commerce e ad una piattaforma software che consente di gestire micrologistica e pagamenti in modo semplice e intuitivo, i prodotti di Localmercato sono facili da acquistare e accessibili a tutti sul sito www.localmercato.it.
Le aziende aderenti accedono all’utilizzo del software senza dover investire nulla in tecnologia, riducendo al massimo il lavoro dedicato agli aspetti amministrativi e gestionali. Gli obiettivi sono: tracciabilità territoriale, riduzione dei costi di trasporto e dell’inquinamento, diffusione di nuovi marchi di qualità, interscambio di esperienze e sinergie tra imprese, costruzione di un parco clienti condiviso. Tutte cose che si traducono in concreti vantaggi per i consorziati.
Un nuovo museo archeologico di 1.000 metri quadri, sta nascendo nelle viscere del Duomo di Milano. Un museo che consentirà a cittadini, studiosi e turisti, di vedere da vicino, anzi passare attraverso, le radici finora sepolte della cristianità milanese simboleggiata dall’antico battistero di San Giovanni alle Fonti voluto dal vescovo Ambrogio alla fine del IV secolo.
La sua vasca scavata nella pietra è rimasta intatta per 17 secoli, nascosta e dormiente sotto il sagrato alto del Duomo, ignorata quasi da tutti. “Noi lo sapevamo e non ce lo potevamo certo dimenticare perché questo luogo è il topos religioso della città – dice Benigno Visconti Mörling Castiglione, direttore alla Veneranda Fabbrica del Duomo-. Fu proprio Sant’Ambrogio a volere che il battistero avesse forma ottagonale, poiché nella cultura dei padri della Chiesa il numero otto simboleggiava la vita eterna, attribuendo così all’edificio un diretto e immediato legame con i valori spirituali di rinascita legati al sacramento del battesimo. In questo vasca il 24 aprile 387, durante la vigilia pasquale, Ambrogio battezzò sant’Agostino”.
Per quanto riguarda il battistero: i resti dei muri perimetrali, dei rivestimenti pavimentali e la grande vasca del battistero permettono ancora di leggere la planimetria del complesso; l’emiciclo absidale della basilica di Santa Tecla, risalente al III‐IV decennio del IV secolo, consente di intuire la struttura e le dimensioni di quella che fu la prima cattedrale di Milano. In particolare, il battistero era ad impianto ottagonale con nicchie interne, alternativamente rettangolari e semicircolari. Al centro la vasca con tre gradini per consentire al catecumeno di immergersi nell’acqua proveniente da un canale d’adduzione. Il pavimento era lastricato a losanghe marmoree e le pareti rivestite di marmi policromi.
Il progetto di restauro e allestimento museale del valore di 500milioni di euro, realizzato dalla Veneranda Fabbrica del Duomo, ha previsto la ristrutturazione e valorizzazione del sito archeologico, indagini e approfondimenti scientifici tramite nuove esplorazioni e analisi, interventi di restauro sui resti murari, lapidei e pittorici, creazione del percorso attuale, dell’illuminazione, dell’ambientazione; creazione ex novo di supporti didattico didascalici aggiornati, recupero dei reperti ora collocati presso i mezzanini della fermata MM Duomo, riorganizzazione del percorso di visita ed eventuale nuovo accesso alla zona in relazione all’ampliamento ottenuto.
“La presenza del Battistero dimostra che il luogo è la radice della cattedrale milanese, troppo importante per continuare a venire ignorata come è stato finora – osserva Visconti Mörling Castiglione -. L’altra importante presenza è l’abside di Santa Tecla, basilica paleocristiana già devastata nel 1480, quando venne demolita per fare spazio alla nuova cattedrale. Il luogo rimase allora sepolto e dimenticato per 4 secoli fino alla costruzione delle fognature nel 1870 circa (il ritrovamento durante gli scavi venne annotato dall’ingegnere dirigente sul quaderno di cantiere), poi ancora silenzio per decenni fino alla costruzione nel 1940 del grande rifugio antiaereo. L’ultima manomissione è degli anni 60 con lo scavo della stazione della Metropolitana che passa a sei metri dall’altare del Duomo”.
Questo sarà un anno duro per il trasporto aereo mondiale. Per la Iata (International Air Transport Association) le prospettive sono pesanti: si parla oggi di 4,7 miliardi di dollari di perdite nel 2009 mentre i profitti dovrebbero calare del 12% (-62 miliardi di dollari); quasi il triplo di quanto registrato a causa dell’11 settembre.
Siamo dunque alla lotta per la sopravvivenza? Non ancora, c’è infatti tra i manager del settore chi dice di non vedere il presente così nero. In questo scenario difficile ha sofferto di meno chi ha capito per tempo quello che stava avvenendo e ha ridefinito correttamente l’offerta. Comunque sia, nell’attesa che una ripresa si verifichi a breve, tutte le aziende sono impegnate allo spasimo per contrastare il calo della domanda di traffico e di fatturato. Fondamentale è il ruolo della comunicazione a sostegno dei brand e delle offerte dei principali vettori attivi sul mercato.
In Italia dove operano imprese in difficoltà o in ristrutturazione, ma anche nuove compagnie, storici brand in pieno rilancio o addirittura aziende in forte ascesa (Lufthansa Italia ha annunciato l’assunzione di 200 dipendenti, Iberia ha deciso di aggiungere un volo sulla linea Linate-Madrid, Emirates ha scelto l’Italia come hub europeo) la pubblicità dei vettori fa leva su messaggi diversificati rivolti a differenti target e tipo di offerta.
La nuova Alitalia ha puntato orgogliosamente sul suo passato di compagnia di bandiera con uno spot che celebra gli anni ’60, gli anni del boom economico e della “Dolce Vita” quando a Roma partivano e atterravano le grandi star del cinema mondiale. Meridiana utilizza moltissimo internet oltre alla stampa locale e nazionale per lanciare le sue offerte su nuove rotte internazionali. Lufthansa Italia usa tutti i mezzi per comunicare la sua identità di nuova compagnia aerea “italiana”.
Solo Emirates il vettore arabo che fa capo all’aeroporto internazionale di Dubai continua a comunicare il lusso, il piacere raffinato di un viaggio da nababbi, offrendo aerei con a bordo vere e proprie suite dotate di servizio massaggio. E se lo può permettere. La compagnia ha trasportato 21,2 milioni di passeggeri nell’ultimo anno fiscale, quasi 4 milioni in più rispetto all'anno precedente realizzando un profitto netto da record di 1,4 miliardi di dollari.

Il 2008 è andato quasi bene, ma il 2009 sarà tutta un’altra storia. Anche per il ricco mercato dell’occhiale made in Italy il primo trimestre dell’anno è stato pesantemente negativo. I principali protagonisti del settore vivono questo momento in modo molto diverso e i risultati delle aziende lo dimostrano. Per il numero uno mondiale, Luxottica, il 2008 è stato un anno straordinario con un fatturato record di oltre 5 miliardi e circa 400 milioni di euro di utile netto. Dopo aver concluso il sesto anno consecutivo di crescita a doppia cifra, anche nel 2009 il suo top brand, Ray-Ban, si confermerà il principale marchio mondiale dell’eyewear. . Safilo, numero due del settore, ha invece ben altri problemi da fronteggiare. Il primo trimestre 2009 ha confermato la debolezza dell’azienda nel settore degli occhiali di alta gamma. L’anno scorso Safilo, aveva fatturato 326 milioni di euro che si sono ridotti nel marzo 2009 a meno di 288 milioni. In attesa di un nuovo socio che ripiani i debiti e rimetta in sesto le finanze la società, titolare di importanti marchi tra cui Carrera e Oxydo, ha affidato a MRM Wordwide Italia, la “digital thinking agency” del gruppo IPG, l’incarico per la comunicazione dei due brand.
Il numero tre, De Rigo Vision, che chiuso l’anno ancora in crescita, vede profilarsi un difficile 2009 e ha deciso di concentrare tutte le risorse disponibili per sostenere la comunicazione dei propri marchi leader. In particolare di Police che è diventato un brand life style, non più legato esclusivamente agli occhiali da sole, e propone fragranze, orologi, pelletteria, gioielleria, abbigliamento in pelle e tessuti hi tech, coerenti con lo stile urban del marchio. Per questo motivo ha cambiato la sua strategia di immagine che privilegia come testimonial non più i personaggi dello star system, ma i consumatori, tra i quali sta selezionando il protagonista della campagna 2010.
Anche Marcolin ha chiuso il 2008 con un fatturato di 186,8 milioni di euro in aumento del 2,5% e segnando il ritorno ad un utile significativo. Il buon risultato è frutto delle azioni sulla struttura dei costi e dello sviluppo dei marchi appartenenti al segmento fashion, ma il primo trimestre 2009 non ha fatto sconti a nessuno e l’azienda ha registrando una riduzione del -6,5% del business rispetto al 2008. Per invertire la tendenza l’azienda sta focalizzando le proprie strategie di comunicazione e marketing su collezioni meno ampie, ma più caratterizzate e caratterizzanti, con investimenti che privilegiano la qualità alla quantità.