domenica 28 giugno 2009

Cascina Merlata: housing sociale nel villaggio Expo

Oltre 500 alloggi (45mila mq) in affitto a canone agevolato ricavati dal Villaggio Expo, il polo ricettivo che ospiterà gli oltre 2mila addetti al funzionamento dell’Esposizione Universale milanese per tutto il periodo della manifestazione.
Questo il primo risultato concreto che l’evento internazionale del 2015 offrirà ai cittadini milanesi grazie al progetto di riqualificazione di Cascina Merlata oltre mezzo milione di metri quadrati compresi fra la Fiera di Rho-Pero, via Gallarate e il cimitero Maggiore di Milano, dove nascerà un nuovo pezzo di città. L'80% circa di quest’area, 376mila mq, ospiterà infatti un quartiere residenziale con 120mila mq di edilizia convenzionata, per un terzo destinata all’affitto, come richiesto dal Comune alla proprietà, Euro Milano.
Uno degli elementi qualificanti del progetto è in particolare il parco che avrà un ruolo centrale nello sviluppo del nuovo quartiere. Proprio il parco, infatti, costituisce la struttura portante di tutto il sistema degli spazi pubblici e insieme alle piazze e alle corti “verdi”sarà l’elemento connettivo tra i diversi luoghi previsti dal progetto: residenze, attrezzature pubbliche, servizi.
“Un mese fa abbiamo presentato al Comune il ‘preliminare’ del Piano di Intervento – dice Alessandro Pasquarelli, amministratore delegato della società che è partecipata da Intesa San Paolo, Unipol e da Prospettive urbane -. L’iter burocratico durerà un anno come minimo, poi grazie al fatto che non ci sono bonifiche da fare nei terreni, si potrà iniziare subito con i cantieri”.
Il masterplan di Cascina Merlata, un’area da molti anni al centro di interessi di sviluppo di vari operatori immobiliari che però non si sono mai concretizzati, è stato redatto da due degli studi vincitori del concorso di idee bandito nel 2008 da Euro Milano: Antonio Citterio and Partners e Caputo Partnership. Prevede, oltre alla costruzione di residenze, 45mila mq di aree commerciali e un parco di 200mila, 10mila di terziario e 15mila di alberghi e strutture di accoglienza. “Partiranno per primi i cantieri delle infrastrutture che sono un elemento fondamentale tenendo presente che tutto il Pii, aree comunali comprese, è di circa 90 ettari – sottolinea Pasquarelli -, oltre alla viabilità di collegamento ci sono da realizzare uno svincolo autostradale, una strada interrata che attraversa il quartiere da est a ovest e si collega alla tangenziale, una serie di rotonde, il collegamento con la Rho-Monza e tutti i sottoservizi necessari al nuovo insediamento. Nel progetto è previsto un ring esterno che circondando il quartiere lo collegherà alla stazione della metropolitana di Molino Dorino. Un altro cavalcavia superando ferrovia e autostrada arriverà direttamente all’ingresso dell’Expo”.L’intero progetto di cascina Merlata (376mila metri quadri) prevede un investimento da parte di Euro Milano che viene stimato complessivamente in circa 8-900 milioni di euro. Se i cantieri potranno partire dal settembre 2010, secondo i promotori, si potrà realizzare l’80% del progetto in cinque anni di lavoro Quando sarà a regime l’insediamento potrà ospitare 6-7mila persone.

sabato 27 giugno 2009

Nuove auto italiane crescono

Con una crescita dell’86,1%, la DR Motor Company Spa di Isernia, conferma il suo trend positivo di espansione nel 2008. Trend ribadito a maggio dal record di vendite ed immatricolazioni del suo Suv “economico” modello DR5 di cui ha consegnato in un anno e mezzo 3.500 esemplari.
Complice il successo della campagna pubblicitaria con Anna Falchi testimonial il veicolo ha registrato il mese scorso 374 immatricolazioni, quota che lo piazza al secondo posto tra i crossover più venduti in Italia alle spalle di Nissan Qashqai.
DR Motor è una società fondata da Massimo De Risio nel 2006, già titolare a Isernia di DR Automobiles Groupe, azienda che in 25 anni da concessionaria di marchi prestigiosi è diventata il primo esempio di multibrand mondial. Il gruppo che vanta anche una divisione sportiva corse di successo, con 400 dipendenti ha realizzato nel 2008 un fatturato pari a 40 milioni di euro.
Questi risultati coincidono anche con un momento di piena espansione del network di concessionari DR Motor (le ultime aperture a Roma e Napoli), la cui creazione è iniziata dopo l’esperienza maturata l’anno scorso con le vendite nei centri commerciali del gruppo Finiper. “Se si considera che al momento la rete è attiva solo al 40%, si comprende la potenzialità futura della DR5, quando nel 2010 saranno operativi 100 rivenditori a livello nazionale – dice Massimo Di Tore, direttore comunicazione e marketing della società molisana -. In questi giorni abbiamo lanciato la nuova versione integrale della DR5, ma da settembre si aprono nuovi scenari per l’azienda con il lancio di tre nuovi modelli, già tutti presentati in anteprima al Motor Show 2008 ed al Salone Internazionale di Ginevra dello scorso marzo: DR1, DR2 e DR3”.
A parte quest’ultimo, un Suv tre porte dalla linea sportiva, la casa automobilistica di Isernia lancia dunque la sua sfida nei segmenti A, con la city car DR1 e B, con il piccolo monovolume DR2. La filosofia è la medesima: auto dal design accattivante, con un contenuto tecnologico uguale a quello dei competitor, ma con un prezzo molto abbordabile. “Il mercato automobilistico sta subendo un’importante rivoluzione culturale, geografica e sociale in termini di nuovi bisogni da parte del consumatore che oggi chiede economicità, qualità, estetica e buon gusto – osserva Di Tore -. DR Motor lo ha capito e realizza oggi una gamma di auto ad alto contenuto tecnologico, con un design e uno stile italiano ad un costo competitivo”.

martedì 16 giugno 2009

Intimo made in Italy: vince chi punta sul brand

Un anno difficile attende i produttori italiani di corsetteria e underwear. A dicembre molti produttori del settore rischiano di vedere loro fatturati calare di oltre il 10% dopo tre anni di crescita continua. Se alcune delle nostre aziende del settore intimo e mare hanno chiuso il 2008 con un segno + sui loro bilanci (il settore ha realizzato 2,172 miliardi) per gran parte degli imprenditori le cose non sono andate bene e quest'anno rischiano di andare peggio.
Il leader è il gruppo veneto Calzedonia, che con i suoi brand Calzedonia, Intimissimi e Tezenis, ha archiviato il 2008 a quota 890 milioni, in crescita del 15,2%. Bisogna arrivare però al settimo posto dove si posiziona Inticom (Yamamay), con 108 milioni di euro, in crescita del 18,7% per trovare un risultato così positivo. In mezzo ci sono altri famosi brand che hanno però perduto terreno. “Vince chi ha cambiato per tempo strategia e seguito strade vincenti, quali sviluppo dei brand, apertura di negozi monomarca, prodotti innovativi a prezzi competitivi – afferma Carlo Pambianco, massimo esperto e consulente del settore moda -. Non ci sono formule magiche da scoprire, ma solo scelte che derivano da una visione corretta del mercato; chi le ha fatte per tempo oggi guadagna mentre gli altri perdono”.

lunedì 15 giugno 2009

Maxi Yacht firmati Giugiaro

Meno di un anno fa Giovanni Costantino, era ancora il general manager di Natuzzi, leader italiano e mondiale del divano. Oggi è il socio di maggioranza, nonché presidente e amministratore delegato della Tecnomar (partecipata dal fondo Venice del Gruppo Palladio), azienda versiliese produttrice di grandi navi a motore da 27 a 45 metri che costano da 5 a 14 milioni di euro.
“I divani sono un prodotto di lusso accessibile, gli yacht sono un prodotto di extralusso e c’è una bella differenza. Ma sempre di made in Italy si tratta” osserva Costantino che venerdì 5 giugno ha presentato a Portofino il suo primo gioiello di costruttore: Nadara 43, il planante a tre ponti più grande del mondo. Uno yacht di 43 metri spinto da due motori da 3.650 cavalli che raggiunge i 30 nodi di velocità massima, interamente costruito in fiberglass con interni lussuosi realizzati in materiali esclusivi e preziosi come il wengé e il noce Tanganica. “Ho acquisito la società dopo avere visto le sue navi al Salone Nautico di Genova – ricorda Costantino che, preso il timone della società a gennaio 2009, in quattro mesi ha portato il cantiere da Viareggio a Massa e tracciato una nuova rotta di sviluppo della società -. Tecnomar ha fatturato 40 milioni nel 2008 con 30 dipendenti; quest’anno contiamo di chiudere a quota 48 milioni e prevediamo di crescere fino ad arrivare all’obiettivo di 80 milioni nel 2011”. A confortare il business plan del neo costruttore navale ci sono gli ordini. L’azienda che sta ultimando due imbarcazioni open da 27 e 36 metri ha già in portafoglio altre navi importanti tra cui una navetta dislocante di 34 metri e un maxiyacth planante da 55 metri. “Li stiamo già progettando in collaborazione con Giorgietto Giugiaro con il quale abbiamo siglato un accordo per lo sviluppo dei nuovi prodotti – annuncia Costantino che è anche il genero del famoso designer -. Grazie alla sua indiscussa creatività unita all’esperienza produttiva e alle capacità artigianali di Tecnomar da questo cantiere usciranno imbarcazioni innovative e uniche per estetica, lusso e tecnologia”.

venerdì 12 giugno 2009

Rottamare le città? Cominciando dalle caserme

Migliorare le nostre città è un programma ambizioso di lungo periodo, ma è possibile migliorarle subito riutilizzando e ricostruendo le vaste aree occupate dagli edifici militari dismessi o semi abbandonati a seguito della ristrutturazione delle Forze Armate e dalle loro nuove esigenze. Solo a Milano, uno dei due Comuni (l’altro è La Spezia) che hanno firmato a questo scopo un protocollo d’intesa con il Ministero della Difesa, si tratta di riqualificare un milione di metri quadrati di caserme, piazze d’armi, depositi e sedi varie (alcune in zone molto appetibili) che ridiventeranno aree verdi, case e servizi (nella foto la caserma dei Lagunari a Mestre). Se ne è discusso ieri alla Fiera di Rho-Pero in un convegno organizzato da Ge.Fi. Spa in collaborazione con il Comitato Scientifico di Eire, l’evento dedicato al real estate in programma fino al 12 giugno.
Il processo di dismissione è in atto da tempo. “Dalla fine degli anni 90 al 2006 abbiamo alienato 200 immobili, poi con la Finanziaria 2007 si è velocizzato l’iter grazie alla creazione di un ufficio apposito che ha avuto l’incarico di procedere alla alienazione di immobili in tutta Italia del valore di circa 4 miliardi di euro – ha detto il generale Ivan Resce, direttore del Demanio Militare -. Con quattro decreti sono stati ceduti l’anno scorso altri 400 immobili consegnati all’Agenzia del Demanio per la vendita, altri 26 sono da consegnare. Ma esistono ancora delle possibilità di valorizzare immobili lasciati liberi dalle riduzioni di organici e dai possibili accorpamenti”.
Per consentire questo nuovo ciclo di dismissioni del patrimonio demaniale militare che riguarda oltre alle caserme anche porti e aeroporti per un valore stimato in circa 2 miliardi di euro, la Finanziaria 2008 ha subordinato la possibilità di alienare quelli oggi ancora parzialmente occupati a un preciso programma di razionalizzazione delle funzioni. Inoltre la Legge 133 del 2008 ha eliminato l’obbligo di consegna degli edifici all’Agenzia del Demanio, affidando alla Difesa la gestione diretta delle vendite degli immobili.
“E’ necessario però per definire i valori dei beni da alienare un accordo con i Comuni per la destinazione d’uso delle aree che verranno compensate dagli acquirenti non con soldi, ma con la costruzione delle nuove infrastrutture di cui le Forze Armate hanno bisogno – ha sottolineato il generale Resce -. Siamo in trattative attualmente con 50 enti locali per un migliaio di immobili di cui 200 almeno di grande valore.

mercoledì 10 giugno 2009

L'inverno del mattone italiano

Il grande freddo immobiliare è appena cominciato e la fase di decrescita dell’espansione del mercato italiano, durata 15 anni, non finirà presto. Il mercato del mattone in termini di transazioni nel 2008 è ancora calato del 15,1% a livello nazionale, ma sono soprattutto le sue dinamiche a preoccupare gli operatori del settore, il fisco e la Banca d'Italia. “L’andamento del mercato e dei suoi valori è molto importante e viene seguito con attenzione dal governo per la sua rilevanza fiscale – ha sottolineato Gabriella Alemanno, direttore dell'Agenzia del Territorio -. Il gettito prodotto dall’imposizione immobiliare è pari a 39,8 miliardi di euro, ma in questo settore esistono ancora zone opache sulle quali l’agenzia è impegnata a fare chiarezza per allargare la base imponibile. Quest’anno l’attività di controllo sullo stock ha portato ad accertare l’esistenza di 1,5 milioni di immobili non dichiarati al catasto e altre operazioni di riclassamento che hanno portato ad accertare 619milioni di euro di tributi”.
Le rilevazioni dell'Osservatorio Immobiliare 2009 indicano che a crollare sono non tanto i prezzi che ancora tengono se si eccettua lievi perdite, ma il numero delle compravendite a cedere passando in cinque semestri dal massimo di 845mila registrato a metà 2006 alle 687mila di fine 2008.”Questo è un indicatore di debolezza preoccupante perché il totale degli investimenti immobiliari sul Pil incide per il 4,4%. Nel primo trimestre dell’anno, inoltre, le transazioni sono calate ancora del 18,7% sul 2008 - ha osservato Francesco Zollino che ha così spiegato l’aumento di interesse della Banca d’Italia per il settore immobiliare-. Il peso dei mutui ipotecari sul reddito disponibile degli acquirenti è raddoppiato in dieci anni arrivando al 60% ma le banche e le famiglie si sono finora comportate con grande prudenza. Noi prevediamo che tra due anni il mercato potrebbe dare segni di ripresa”. Più pessimista è la visione del Cresme. “Questa non è una frenata recente – ha affermato Lorenzo Bollicini – rispetto al massimo del 2006 il calo delle compravendite è stato del 35% mentre la crisi Usa ha prodotto un calo del 40%. Non siamo così distanti dunque. La domanda è torneremo ai livelli del 2006 o dovremo attenderci altri crolli e soprattutto che domanda immobiliare uscirà dalla crisi?".

martedì 9 giugno 2009

Professione Outlet

Si comincia come commessi e si finisce a gestire per marchi prestigiosi negozi in Rodeo Drive o in un nuovo hub aeroportuale del Far East.
Passa dall’outlet la strada che migliaia di giovani, laureati e non, intraprendono per entrare in un mondo che offre possibilità di accesso a una carriera nel marketing internazionale. Ne è convinto Luigi Battuello, regional director di Mc ArthurGlen, il gruppo leader nello sviluppo e gestione di Designer Outlet Centre. Attualmente la società ne ha aperti 21, tra Regno Unito e Europa continentale, Italia compresa; ospitano complessivamente più di 1.800 negozi di 700 grandi marchi, in grado di attrarre ogni anno oltre 65 milioni di visitatori l’anno.
“Stiamo selezionando il personale per il centro di Marcianise che apriremo a fine settembre vicino a Caserta. Qui lavoreranno come addetti ai negozi da 800 a 1.000 persone – dice -. Nei nostri quattro outlet italiani (Serravalle, Barberino del Mugello, Noventa e Castel Romano) lavorano più di 2.500 dipendenti senza contare le migliaia di lavoratori esterni che prestano servizi nei vari centri commerciali. Il format continua a mietere successi ed è ancora in espansione. Basti pensare che Serravalle ha chiuso il 2008 con un flusso record di oltre 4.100.000 visitatori e un fatturato di 240 milioni”.
Per la gestione del centro le principali figure richieste sono: un direttore e due retail manager che in genere provengono dalla Gdo o da esperienze maturate con i grandi brand, tenendo presente che in un outlet durante i week end bisogna reggere la pressione di 50-60 mila clienti che diventano 70mila in tempo di saldi. Alla faccia della crisi. “Queste figure professionali sono nuove, come quelle dell’area marketing cooperativo dell’outlet che devono avere delle esperienze nel settore turismo dal momento che una quota crescente di ricavi vengono realizzati con turisti extraeuropei che comprano, ma chiedono anche ospitalità – osserva Battuello – ai quali si aggiungono migliaia di turisti italiani, perché sempre più persone passano il loro week end negli outlet” (a sinistra Katia, store manager di Lindt, sopra Grazia, area manager di Stefanel).

sabato 6 giugno 2009

Acqua minerale: l'Italia è tutta da bere

L’Italia, dal punto di vista delle acque minerali è un paese tutto da bere. Oltre 12,4 miliardi di litri l’anno è il totale del consumo nazionale, pari a 196 litri procapite, ma la crisi dei consumi, secondo Mineracqua, l’associazione delle aziende di imbottigliamento, sta provocando un sensibile calo delle vendite.
Il volume di affari del settore si aggira ormai attorno ai 2,3 miliardi di euro (-4% circa nel 2008), ma quello cambiamento nei cche si sta profilando è un cambiamento dei consumi, con uno spostamento dei consumatori verso le acque a basso costo e un incremento delle private label, le etichette ad hoc per la grande distribuzione. La crisi sta influenzando anche le politiche delle aziende che negli ultimi anni hanno ridotto i budget in comunicazione. Nel 2008, infatti, sono stati investiti 105 milioni di euro in pubblicità, -6,2% sul 2007 e -10,4% sul 2006. Le imprese del settore investiranno nel 2009 più o meno le stesse cifre, ma con strategie e obiettivi diversi. L’Acqua Sant’Anna - Fonti di Vinadio, conferma la sua politica di comunicazione al pubblico basata sulla comparazione di qualità, un benchmark che si è spostato dal contenuto della bottiglia al contenitore ecosostenibile fatto di sostanze vegetali. Il brand “siamese”, Uliveto-Rocchetta (gruppo Cogedi) , porta avanti una comunicazione basata sulla fama e la bellezza dei due testimonial: il calciatore, Alex Del Piero e l’ex miss Italia, Cristina Chiabotto. Anche a costo di incorrere in qualche infortunio. Secondo l'associazione Media&Diritto, l’ultimo spot dell'acqua Rochetta offende le donne e per questo motivo ha chiesto il ritiro della pubblicità. Nello spot sono messe a confronto l’ex miss Italia, bella, alta e magra che beve acqua Rocchetta e un'altra meno avvenente, bassa e rotondetta che, ovviamente, beve un'altra acqua.
Qualità della vita, benessere, salute e soprattutto ambiente sono i temi prevalenti degli spot. L’ambiente in particolare è il terreno sul quale la competizione tra i brand appare più evidente. L’Acqua Minerale San Benedetto, azienda di proprietà della famiglia Zoppas, ad esempio, ha recentemente stipulato con il ministro Prestigiacomo un accordo volontario che ha per obiettivo l’acqua minerale “a impatto zero”. Lo stesso fa anche Levissima, che oltre a confermare il testimonial Messner investe sulla riduzione del packaging e sui social network ambientali, mentre Vitasnella e Lete puntano su due altri elementi forti: la prima sul fitness con un'iniziativa rivolta alle palestre e la seconda sullo sport con la sposorizzazione del Napoli Calcio.


Il fantasma che aleggia sul mercato dell'acqua in bottiglia è però un altro che rischia di amplificare la tendenza al calo dei consumi: l'acqua pubblica che molti gestori di acquadotti cominciano a fornire al pubblico anche nella versione gassata e refrigerata tramite l'iniziativa "Casa dell'acqua" che conta già su decine di punti di distriubuzione in molte provincie italiane del Centro-Nord.

lunedì 1 giugno 2009

Il Bronzo di Corigliano Calabro

Ivan Gennaro Gattuso, detto Rino, 31 anni di Corigliano Calabro è il bronzo di Riace della pubblicità italiana. Come testimonial ha esordito tutto sudato e in mutande nella campagna 2006 di Underwear Dolce&Gabana e da allora è diventato il macho man più gettonato d’Italia.
Il mastino più tosto del centrocampo rossonero, soprannominato dai tifosi "ringhio" per la determinazione con la quale addenta i polpacci del suo uomo in campo, in quell'anno era stato scelto addirittura da Mondadori per lanciare la "Storia della Letteratura Italiana". Nello spot, dichiaratamente provocatorio, lo facevano discorrere amabilmente di Leopardi con un amico.
Da allora la sua carriera pubblicitaria è decollata e non accenna a perdere quota: è stato assieme a Totti, testimonial di Vodafone, poi per Coca-Cola ha promosso la nuova bevanda Powerade Pro, ha partecipato a una campagna di GlaxoSmithKline per promuovere la lettura dei bambini, ha promosso rasoi, videogiochi e la Croce Rossa. La pubblicità della Regione Calabria di cui è on air il secondo flight in Tv, è stata un successo, bissato dalla sua immagine appiccicata su migliaia di taxi a Londra e Berlino. "Simo o no calabrisi?" chiede ai suoi compaesani abbarbicati sulle rocce di Capo Rizzuto di fronte al torrione e alle mura di Le Castella, già immortalate dal film "L'armata Brancaleone" (pericoloso accostamento). I quali rispondono a una voce che "sì, ci metteranno il cuore" nel loro lavoro e nel loro impegno di cuochi, camerieri, albergatori, bagnini. I turisti giudicheranno.