sabato 28 marzo 2009

Auto, vince il verde con incentivi

Auto più sobrie, più economiche, che consumano meno e non inquinano. Sono questi i messaggi che fanno presa su un consumatore ormai consapevole del fatto che, per quanto riguarda la scelta dell’automobile, avere meno lusso e potenza vuol dire in realtà avere di più e si dimostra interessato a comprare i nuovi modelli, che con gli aiuti statali e le promozioni vengono a costare quasi la metà.
I dati delle vendite di febbraio, anche se migliori di quelli di gennaio, hanno confermato la difficoltà che sta attraversando il settore auto. In Italia le immatricolazioni sono calate del -24,45% rispetto a un anno fa ed non consola il fatto che la tendenza sia generale: in Francia -13% e in Spagna, con un record negativo di -48,8%. La crisi iniziata nel secondo semestre dello scorso anno ha raggiunto il suo apice all'inizio del 2009. La situazione sembra però pronta a sbloccarsi, almeno stando ai dati di casa Fiat, dove a febbraio sono state vendute 70mila vetture, il doppio rispetto a gennaio e anche un +30% rispetto al dato di febbraio 2008.
E’ questo il risultato degli incentivi che hanno spinto in particolare gli ordini delle vetture più ecologiche, come quelle a metano di cui ne sono state vendute 16mila contro le 3mila di gennaio.
Ed è proprio sul tema degli incentivi che puntano tutte o quasi le campagne di comunicazione delle aziende del settore. La tendenza è generale e i messaggi incentrati su un auto più piccola, risparmiosa, ecologica, che costa meno e che per questo viene incentivata, hanno avuto e stanno avendo molto successo.
“In Italia Fiat e Toyota sono le case automobilistiche che prima e più delle altre hanno cambiato i loro messaggi per rispondere alla nuova domanda del mercato, ma in genere tutti hanno investito, sia in Italia che in Europa, sulla comunicazione delle promozioni. Una scelta che ha dato dei buoni risultati immediati in termini di vendite e prenotazioni. Le aziende hanno risposto alla crisi diffondendo messaggi molto ottimisti che guardano con fiducia al futuro, e questo ha avvantaggiato tutti quei brand che offrono vetture molto verdi, che anticipando di uno o due anni le norme europee propongono già oggi automobili di classe Euro5.

venerdì 27 marzo 2009

Banche, chi usa internet spende il 13% in meno

In Italia i costi dei conti correnti e dei muti continuano a calare e caleranno ancora nel 2009. A spingerli in basso sono soprattutto due elementi: l’aumento della concorrenza e l’aumento dell’utilizzo di internet da parte dei clienti. Una tendenza confermata a livello mondiale dal World Retail Banking Report 2009 realizzato da Capgemini, Unicredit ed Efma, la principale associazione tra banche e assicurazioni e istituzioni finanziarie in Europa.
Nel 2008 il prezzo medio dei servizi bancari per gli utenti attivi a livello globale è diminuito del 2% raggiungendo i 70,3 euro in media. Nell’Eurozona (60,9 euro in media) il calo del - 6% dei prezzi è stato provocato dalla crisi irlandese (-33%) e da quella spagnola (-7,2%). Nell’Europa no-euro sono invece aumentati dell’1,6%. A fine anno si prevede che nell’Eurozona i prezzi medi raggiungeranno quota 57 euro.
“Gli utenti dei servizi di internet banking oggi pagano meno di quelli che continuano a operare nelle filiali ed anche i mutui costano meno grazie al processo di gestione virtuale delle pratiche di finanziamento” osserva Roberto Manini vice president Financial Services di Capgemini -. Nel 2008 il ricorso ai canali virtuali in Italia è esploso e continuerà ad aumentare. Chi usa l’online spende oggi il 13% in meno, mentre chi va in filiale spende il 10% in più”.

mercoledì 25 marzo 2009

Firenze recupera il Conventino per gli artigiani

Una scelta innovativa per le città d'arte italiane (cioè quasi tutte) è quella di di riqualificare gli edifici storici degradati destinandoli al rilancio dell’artigianato di qualità all’interno di un progetto che prevede il recupero degli immobili realizzando un mix di funzioni produttive, culturali e residenziali. E' il caso del Vecchio Conventino di Oltrarno a Firenze che il mese prossimo ribattezzato SAM - Spazio Arti e Mestieri verrà riaperto dopo il restauro. L'immobile di proprietà comunale potrà disporre di oltre 3.500 metri quadri con 35 botteghe attive nei settori della lavorazione del legno, della decorazione, della scultura, della pittura, della lavorazione del ferro, della stampa e delle incisioni, dei restauri e in tanti altri settori che verranno selezionati con un bando pubblico. Sarà un luogo aperto alla città, ma anche al mondo perché qui nel giro di cinque anni dovrà nascere una nuova generazione di artigiani tecnologici, capaci cioè di comunicare e proporre i loro prodotti a livello globale. Per questo 2 botteghe saranno lasciate libere per poter ospitare, di volta in volta, artigiani che arrivano dall’Italia e dall’estero per proporre la propria attività, per imparare e scambiare esperienze lavorative. I costi di locazione per gli artigiani saranno di circa 12 euro al metro quadro comprensivi anche dei servizi e delle utenze.
“La riqualificazione ha comportato un costo pari a 3,5 milioni di euro finanziato dal Comune di Firenze, dal Ministero delle Attività produttive e dall’Edilizia Residenziale Pubblica – ha sottolineato l'assessore al Patrimonio non abitativo Tea Albini -. La progettazione, svolta dai tecnici comunali, ha coinvolto, oltre ai futuri destinatari, le associazioni e i comitati cittadini in un percorso partecipativo coordinato dalla Fondazione Giovanni Michelucci che ha accompagnato l'evoluzione del progetto".

venerdì 20 marzo 2009

Uffici: a Milano è il momento di comprare

Crolla il prezzo degli uffici a Milano. Dopo il boom del 2006 in due anni le compravendite di uffici al 2008 si sono quasi dimezzate (da 1745 a 1015, 730 in meno). Un fenomeno che fa scendere i prezzi: se in cinque anni erano aumentati del 10% l'anno circa, nel 2008 l'indice si è fermato a –0,2%. Non tiene neanche il settore degli uffici direzionali, sempre in lieve calo a –0,3% in un anno (a sin. immagine di un progetto direzionale). Prezzi che superano i 2.700 euro al mq in media in città ma che toccano i 6.000 per una sede prestigiosa in centro. Scendono anche gli affitti -6,2% che nel segmento direzionale scivolano del –2,3%.
In questo nuovo scenario dove conviene comprare? Per le aree confrontabili per distanza dal centro, costano meno Porta Genova, Navigli, Bligny per carenza di collegamenti e per tipo di zona oltre a quelle più periferiche. Milano in Europa si colloca al settimo posto per stock di metri quadri di uffici (dopo Parigi, Londra, Monaco, Vienna, Roma e Madrid e prima di Dublino, Varsavia, Praga e Sofia) ed è tra le più care per gli affitti(dopo Londra, Parigi e Dublino e prima di Roma). Con la crisi la città resta più solida rispetto a Londra e Madrid più volatili (dati Osmi-Camera di Commercio).

venerdì 13 marzo 2009

Edge found? Meglio l'oro

Nelle banche svizzere stanno assumendo personale per spostare l'oro dei clienti nei caveau. La crisi finanziaria scoppiata nell’ultimo semestre 2008 ha tagliato del 14% la ricchezza dei capitali privati a livello mondiale e di conseguenza sta influenzando gli investimenti riportando in auge i classici beni rifugio come il nobile metallo giallo.
Dopo cinque anni di crescita ininterrotta con un tasso medio annuo del +7,4% il valore del capitale personale dei “Paperoni” mondiali è così ridisceso ai livelli del 2005.
Ai redditieri italiani, 593 mila famiglie titolari di un patrimonio finanziario complessivo di 779 miliardi di euro, è andata decisamente meglio. I nastri possidenti hanno visto il loro portafoglio sgonfiarsi “solo” del -6%, ma questo ha provocato l’uscita dalla felice riserva di almeno 100mila ex milionari. Di conseguenza anche gli utili del settore nazionale del Private Banking sono diminuiti di 0,3 miliardi di euro a fronte di ricavi ridotti di 1,4 miliardi.
L’universo del capitalismo nostrano è composto per il 97% da famiglie che dispongono di capitali da 500mila a 5 milioni di euro, per il 2% da quelle che possiedono da 5 a 10 milioni e per l’1% di titolari di grandi patrimoni che superano la soglia dei 10 milioni. Il mercato italiano dei capitali di rischio è tradizionalmente più prudente di quello anglosassone e si affida alle obbligazioni che già all’inizio dello scorso anno rappresentavano il 40% dell’allocazione dei patrimoni privati. Oggi la maggioranza degli investitori individuali chiede prodotti più trasparenti, tende ad abbandonare le gestioni patrimoniali e sceglie di aumentare la liquidità o l’acquisto dell'oro. Il metallo giallo è sempre una sicurezza.

mercoledì 11 marzo 2009

Milano, le Fs riqualificano 120 ettari di scali ferroviari

1,2 milioni di metri quadri di aree industriali degradate saranno trasformate entro il 2015 in 750mila metri quadri di parchi, nuova viabilità e spazi pubblici, oltre a 250mila mq di nuova edificazione urbana e 6 nuove stazioni ferroviarie.
L’accordo di programma che vede per la prima volta le Ferrovie dello Stato scendere in campo a Milano come protagonista dello sviluppo urbano, è stato illustrato dall’assessore al Territorio, Carlo Masseroli, e da Carlo De Vito, ad di FS Sistemi Urbani. Le aree in questione sono quelle dei sette vecchi scali ferroviari milanesi dismessi dalle FS a cominciare dai 545mila metri quadri dello scalo Farini che collegherà la città della moda in costruzione a Porta Nuova con Bovisa Politecnico e l’Expo. A questi si aggiungono i 240mila mq dello scalo Romana e quelli di San Cristoforo (150mila mq), Porta Genova (95mila mq), Greco Breda (68mila mq), Lambrate (70mila mq) e Rogoredo (22mila mq). Insomma tutte le vecchie stazioni di servizio alle grandi fabbriche della ex cintura industriale milanese verranno messe a reddito partendo da un valore complessivo fondiario che viene stimato in circa 800milioni di euro.
Gli obiettivi principali dell’accordo sono tre: restituire ai milanesi questi pezzi di città, in parte situati in centro o a ridosso del centro, ricucendo il tessuto urbano rimasto separato dal ferro, innovare potenziandole le infrastrutture ferroviarie di Milano, ottenere 12mila nuovi alloggi di cui 3.600 destinati ad aumentare l’offerta di social housing della città. Le aree restituite alla città faranno da cerniera tra i quartieri finora separati dalle linee ferroviarie, riequilibrando le funzioni tra centro e periferia e realizzando una nuova viabilità collegando e ottimizzando i tracciati esistenti. Sarà inoltre rafforzato il sistema del verde e della mobilità lenta basata su mezzi pubblici e su percorsi ciclopedonali.
Con i fondi ricavati dall’operazione le Ferrovie dello Stato miglioreranno il nodo ferroviario milanese. Il programma di sviluppo prevede di costruire sei nuove stazioni, dotate di servizi, centri intermodali e grandi parcheggi, che sorgeranno sulla “circolare” già esistente che va da Rho Fiera a Dergano, Forlanini, Zama, Tibaldi, Canottieri, percorso che in prospettiva si chiuderà a ovest circondando completamente la città e trasformando quella che oggi è considerata una linea extraurbana in una metropolitana leggera di superficie.
I tempi del progetto sono: il 30 marzo, stesura e pubblicazione del rapporto ambientale, il 15 maggio verrà pubblicata la variante al PRG e il 30 luglio verrà firmato l’Accordo di Programma. Dopo la firma dell’accordo le FS faranno partire una grande gara di progettazione alla quale verranno chiamati a partecipare i maggiori architetti e urbanisti italiani e internazionali ed entro il 2010 il Comune prevede di approvare i primi PII.

lunedì 9 marzo 2009

Preferisco rimanere giornalista

Ferruccio de Bortoli, già praticamente con la nomina in tasca, ha sorpreso tutti e stamani ha diffuso un comunicato con il quale ha rinunciato alla carica di presidente della Rai. "Ringrazio Dario Franceschini e Gianni Letta per l'offerta di presiedere la Rai, azienda patrimonio del paese. Un incarico di grande prestigio per il quale mi ero reso disponibile. Dopo attenta riflessione ho però deciso di restare dove sono: a fare solo il giornalista". Il giornalista milanese ha dunque scelto di rimanere direttore del quotidiano di Confindustria, Il Sole 24 ore. A rimanerci male sono stati soprattutti i leader del centro sinistra che avevano sostenuto la sua candidatura e adesso devono ricominciare la ricerca di un nuovo candidato per la la presidenza dell'azienda televisiva di Stato. Prima di De Bortoli a fare il "gran rifiuto" era stato anni fa un altro famoso direttore che prima di lui aveva guidato il Corriere della Sera, Paolo Mieli, che poco dopo quel rifiuto tornò alla guida dell'ammiraglia di via Solferino.
Perché Ferruccio De Bortoli ha rinunciato al trono più alto dell'informazione italiana, sogno non tanto segreto di moltissimi giornalisti? Molti già si chiedono: ha rinunciato o, dal momento che prima si era reso disponibile, lo hanno messo in condizione di non poter accettare? Dagospia che perfidamente lo chiama Flebuccio scrive:
" Lunedì prossimo Flebuccio avrebbe potuto salire al settimo piano di viale Mazzini, ma già ieri sera qualcuno si chiedeva se la sua scelta fosse un atto di saggezza oppure la prima sbandata della sua vita professionale. La Rai è un Vietnam e riesce difficile immaginare come il direttore dalla capigliatura cotonata avrebbe potuto convivere nel perimetro disegnato dalla feroce lottizzazione degli uomini del centrodestra.
Di certo si può capire che il direttore del "Sole 24 Ore" abbia sentito in questi ultimi mesi una gran voglia di lasciare ad altri le forbici che dovranno tagliare i bilanci e di sganciarsi dal profilo basso del suo editore Confindustria. Ma il colpo di scena con cui stamane ha rinunciato alla presidenza di viale Mazzini avrebbe due motivazioni: da una parte Tremonti ha tuonato contro i 700mila euro di stipendio pattuito con Flebuccio tirando fuori il tetto ai compensi di manager di aziende pubbliche; dall'altra la considerazione di Flebuccio di non aver nessun potere esecutivo come presidente (la legge non lo prevede) con il rischio più che probabile di finire schiacciato al pari di Lucia Annunziata tra i poteri politici".
Io, conoscendolo, propendo per la prima delle due spiegazioni. L'istinto di sopravvivenza all'ultimo momento lo ha tirato per la giacca. Perchè Dago ha ragione, la Rai è un Vietnam dove un bravo professionista può solo perdere.

domenica 8 marzo 2009

De Bortoli arruolato da Raiset contro Murdoch?

La imminente nomina del mio amico e collega Ferruccio De Bortoli alla presidenza della Rai viene letta da più di un osservatore come la risposta di Raiset all’offensiva di Murdoch. L’acquisto a sorpresa di Fiorello oltre ai dati sugli ascolti di Sky fanno pensare che forse è davvero così. La decisione verrà presa domani da Gianni Letta e Dario Franceschini e probabilmente ufficializzata martedi dall'assemblea dei soci Rai.
De Bortoli è l’uomo capace di gestire la nuova stagione del vecchio duopolio; basta con la contrapposizione che rischia di far crollare i due stanchi duellanti, è venuta l'ora della santa alleanza. Perché il pericolo vero è che senza un accordo tra maggioranza e opposizione, garantito da un presidente autorevole, giornalista di lungo corso che ha diretto le ammiraglie della carta stampata nazionale, la fuga dei talenti “di sinistra”, da Litizzetto a Santoro (si anche lui) diverrebbe una realtà difficile da contrastare dalla quale a guadagnarci sarebbe solo "il nemico".
La nuova alleanza televisiva è, dicono i più accreditati osservatori di queste cose, l’unica strada che Berlusconi ha davanti per difendere Mediaset: la notizia che anche Mike si preparerebbe a migrare verso la rete satellitare seguendo Fiorello non è da prendere sottogamba. Anche perché la strada dell’Iva già battuta dal premier contro il pericoloso competitor
non è più praticabile e se deve essere concorrenza vera sui contenuti la qualità delle persone (giornalisti, conduttori, artisti) diventa indispensabile per sperare di vincere. E De Bortoli è un uomo di grande valore.

sabato 7 marzo 2009

Megayacht, un mercato affondato dal fisco

La crisi e il fisco stanno affondando la cantieristica made in Italy. Un settore, quello delle barche da diporto, molto frammentato, con aziende di ridotte dimensioni, sottocapitalizzate e messe in difficoltà da normative incerte e carenza di infrastrutture, L'insieme di questi problemi rischia di far perdere ai nostri cantieri, dai quali escono lussuosi yacht ordinati dai nababbi di tutto il mondo, una leadership conquistata a livello mondiale. La posizione delle aziende italiane, di assoluto predominio nel settore delle superbarche a motore (oltre i 24 metri), si è riconfermata anche nel 2008 (+11%), ma negli ultimi mesi si è rivelata fragile e attaccabile dalla concorrenza.
Nel recente passato il leasing nautico è stato un grande motore di sviluppo per il comparto che è cresciuto con tassi a due cifre, ma questo fenomeno ha un po' drogato il mercato aumentando il volume dei finanziamenti del 49,2% in cinque anni e passando da una quota dell’1% al 5,5% sul totale del leasing italiano. Ma la corsa all'indebitamento oggi si è fermata mettendo in crisi un settore costituito da centinaia di piccoli cantieri che rischiano di chiudere. A bloccare tutto, oltre alla recessione mondiale, è stato il fisco che con interpretazioni retroattive delle regole sul leasing nautico ha aperto quasi 400 processi di accertamento relativi al 2003, contenziosi che hanno generato richieste per 130 milioni di euro tra Iva dovuta, sanzioni e interessi.

Nel segmento dei megayacht , barche di oltre 24 metri, l’Italia ha confermato nel 2008 la sua supremazia aggiudicandosi il 47% del mercato mondiale, ma le aziende che li costruiscono hanno subito in autunno e negli ultimi mesi molte cancellazioni di ordini e si ritrovano in cantiere barche già finite alla ricerca di un nuovo acquirente. Una situazione insostenibile per un comparto in cui le prime 7 società realizzano quasi il 70% dei 3,3 miliardi di fatturato, mentre le altre 200 aziende si dividono il resto. Per superare questa battuta d'arresto e ripartire le imprese devono trovare nuove strade per il finanziamento della propria attività, ma soprattutto hanno bisogno di regole fiscali che consentano al settore di lavorare con maggiore certezza.

venerdì 6 marzo 2009

Impianti sportivi, questi sconosciuti

Quanti sono e dove sono gli impianti sportivi in Italia? Con precisione non lo sa nessuno e questa grave lacuna impedisce al governo e agli enti preposti di programmare, pianificare e gestire lo sviluppo di questo ingente patrimonio fatto di palestre, campi sportivi, piscine e velodromi sparsi in tutto il Paese.
Per colmare il vuoto informativo è stata avanzata la proposta di creare un “Osservatorio Nazionale” degli impianti sportivi basato su internet, un progetto che l’Istituto per il Credito Sportivo, Coni Servizi, in collaborazione con l’Associazione dei Comuni italiani, vuole realizzare entro il 2009 per conoscere, monitorare e leggere questa importante realtà.
Il Credito Sportivo è la banca specializzata nel concedere finanziamenti connessi al settore dello sport e della cultura, per la costruzione, l’ampliamento e la ristrutturazione di impianti sportivi o strumentali all’attività sportiva, compresa l’acquisizione delle aree e degli immobili da destinare a tali attività. Il suo progetto di data base intende superare la logica dei censimenti attuati fino ad oggi proponendo un mezzo di raccolta e di analisi che, valorizzando ed integrando le esperienze passate e presenti sviluppate sul territorio, sfrutti le potenzialità del web per mettere a punto uno strumento gestito e alimentato direttamente dai Comuni e dagli enti locali ai quali sarà affidato il continuo aggiornamento dei dati.

mercoledì 4 marzo 2009

Lusso:il mattone resta d'oro, ma con lo sconto

La casa più costosa venduta a Milano nel 2008 è passata di mano in zona Magenta per 5.380.000 euro. Ma nonostante questo exploit anche la domanda di case di lusso si conferma in calo seguendo le tendenze del mercato tradizionale. A rivelarlo è l'osservatorio sulle residenze esclusive di Tirelli&Partners, società specializzata del settore.
Per vendere un'abitazione nei quartieri "alti" della città i tempi si sono allungati fino a 6 mesi e mezzo. Anche lo sconto praticato sul prezzo richiesto è notevolmente aumentato, passando dal 2,6% del primo semestre del 2008 al 4,7% dell’ultima parte dell’anno. Insomma le case di lusso si vendono ancora, ma a fronte di un sensibile sconto.
Il mattone d'oro milanese resta quello del "quadrilatero della moda" dove si raggiungono in media i 17.600 euro al metro quadro e nei casi più lussuosi si tocca anche quota 20.000. Il prezzo medio complessivo di una casa di pregio nella capitale lombarda a fine anno è stata di circa 2,2 milioni.
A fronte di una domanda in acquisto in rallentamento negli ultimi sei mesi la domanda di affitto ha mostrato una migliore tenuta, soprattutto nelle zone preferite dalla borghesia milanese (Venezia - Duse e Magenta) dove anche a fronte di un’offerta in calo le case si affittano molto velocemente.

Anche i canoni di locazione medi sono diminuiti a 295euro al metro quadro mentre la zona Magenta è l’unica in cui i canoni sono cresciuti ancora arrivando a 309 euro, e sempre Magenta è l’area cittadina in cui è stato concluso il più alto contratto d'affitto nel 2008 (130.000 euro annui).