
Il 2008 è andato quasi bene, ma il 2009 sarà tutta un’altra storia. Anche per il ricco mercato dell’occhiale made in Italy il primo trimestre dell’anno è stato pesantemente negativo. I principali protagonisti del settore vivono questo momento in modo molto diverso e i risultati delle aziende lo dimostrano. Per il numero uno mondiale, Luxottica, il 2008 è stato un anno straordinario con un fatturato record di oltre 5 miliardi e circa 400 milioni di euro di utile netto. Dopo aver concluso il sesto anno consecutivo di crescita a doppia cifra, anche nel 2009 il suo top brand, Ray-Ban, si confermerà il principale marchio mondiale dell’eyewear. . Safilo, numero due del settore, ha invece ben altri problemi da fronteggiare. Il primo trimestre 2009 ha confermato la debolezza dell’azienda nel settore degli occhiali di alta gamma. L’anno scorso Safilo, aveva fatturato 326 milioni di euro che si sono ridotti nel marzo 2009 a meno di 288 milioni. In attesa di un nuovo socio che ripiani i debiti e rimetta in sesto le finanze la società, titolare di importanti marchi tra cui Carrera e Oxydo, ha affidato a MRM Wordwide Italia, la “digital thinking agency” del gruppo IPG, l’incarico per la comunicazione dei due brand.Il numero tre, De Rigo Vision, che chiuso l’anno ancora in crescita, vede profilarsi un difficile 2009 e ha deciso di concentrare tutte le risorse disponibili per sostenere la comunicazione dei propri marchi leader. In particolare di Police che è diventato un brand life style, non più legato esclusivamente agli occhiali da sole, e propone fragranze, orologi, pelletteria, gioielleria, abbigliamento in pelle e tessuti hi tech, coerenti con lo stile urban del marchio. Per questo motivo ha cambiato la sua strategia di immagine che privilegia come testimonial non più i personaggi dello star system, ma i consumatori, tra i quali sta selezionando il protagonista della campagna 2010.
Anche Marcolin ha chiuso il 2008 con un fatturato di 186,8 milioni di euro in aumento del 2,5% e segnando il ritorno ad un utile significativo. Il buon risultato è frutto delle azioni sulla struttura dei costi e dello sviluppo dei marchi appartenenti al segmento fashion, ma il primo trimestre 2009 non ha fatto sconti a nessuno e l’azienda ha registrando una riduzione del -6,5% del business rispetto al 2008. Per invertire la tendenza l’azienda sta focalizzando le proprie strategie di comunicazione e marketing su collezioni meno ampie, ma più caratterizzate e caratterizzanti, con investimenti che privilegiano la qualità alla quantità.

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