Migliorare le nostre città è un programma ambizioso di lungo periodo, ma è possibile migliorarle subito riutilizzando e ricostruendo le vaste aree occupate dagli edifici militari dismessi o semi abbandonati a seguito della ristrutturazione delle Forze Armate e dalle loro nuove esigenze. Solo a Milano, uno dei due Comuni (l’altro è La Spezia) che hanno firmato a questo scopo un protocollo d’intesa con il Ministero della Difesa, si tratta di riqualificare un milione di metri quadrati di caserme, piazze d’armi, depositi e sedi varie (alcune in zone molto appetibili) che ridiventeranno aree verdi, case e servizi (nella foto la caserma dei Lagunari a Mestre). Se ne è discusso ieri alla Fiera di Rho-Pero in un convegno organizzato da Ge.Fi. Spa in collaborazione con il Comitato Scientifico di Eire, l’evento dedicato al real estate in programma fino al 12 giugno.Il processo di dismissione è in atto da tempo. “Dalla fine degli anni 90 al 2006 abbiamo alienato 200 immobili, poi con la Finanziaria 2007 si è velocizzato l’iter grazie alla creazione di un ufficio apposito che ha avuto l’incarico di procedere alla alienazione di immobili in tutta Italia del valore di circa 4 miliardi di euro – ha detto il generale Ivan Resce, direttore del Demanio Militare -. Con quattro decreti sono stati ceduti l’anno scorso altri 400 immobili consegnati all’Agenzia del Demanio per la vendita, altri 26 sono da consegnare. Ma esistono ancora delle possibilità di valorizzare immobili lasciati liberi dalle riduzioni di organici e dai possibili accorpamenti”.
Per consentire questo nuovo ciclo di dismissioni del patrimonio demaniale militare che riguarda oltre alle caserme anche porti e aeroporti per un valore stimato in circa 2 miliardi di euro, la Finanziaria 2008 ha subordinato la possibilità di alienare quelli oggi ancora parzialmente occupati a un preciso programma di razionalizzazione delle funzioni. Inoltre la Legge 133 del 2008 ha eliminato l’obbligo di consegna degli edifici all’Agenzia del Demanio, affidando alla Difesa la gestione diretta delle vendite degli immobili.
“E’ necessario però per definire i valori dei beni da alienare un accordo con i Comuni per la destinazione d’uso delle aree che verranno compensate dagli acquirenti non con soldi, ma con la costruzione delle nuove infrastrutture di cui le Forze Armate hanno bisogno – ha sottolineato il generale Resce -. Siamo in trattative attualmente con 50 enti locali per un migliaio di immobili di cui 200 almeno di grande valore.

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