mercoledì 10 giugno 2009

L'inverno del mattone italiano

Il grande freddo immobiliare è appena cominciato e la fase di decrescita dell’espansione del mercato italiano, durata 15 anni, non finirà presto. Il mercato del mattone in termini di transazioni nel 2008 è ancora calato del 15,1% a livello nazionale, ma sono soprattutto le sue dinamiche a preoccupare gli operatori del settore, il fisco e la Banca d'Italia. “L’andamento del mercato e dei suoi valori è molto importante e viene seguito con attenzione dal governo per la sua rilevanza fiscale – ha sottolineato Gabriella Alemanno, direttore dell'Agenzia del Territorio -. Il gettito prodotto dall’imposizione immobiliare è pari a 39,8 miliardi di euro, ma in questo settore esistono ancora zone opache sulle quali l’agenzia è impegnata a fare chiarezza per allargare la base imponibile. Quest’anno l’attività di controllo sullo stock ha portato ad accertare l’esistenza di 1,5 milioni di immobili non dichiarati al catasto e altre operazioni di riclassamento che hanno portato ad accertare 619milioni di euro di tributi”.
Le rilevazioni dell'Osservatorio Immobiliare 2009 indicano che a crollare sono non tanto i prezzi che ancora tengono se si eccettua lievi perdite, ma il numero delle compravendite a cedere passando in cinque semestri dal massimo di 845mila registrato a metà 2006 alle 687mila di fine 2008.”Questo è un indicatore di debolezza preoccupante perché il totale degli investimenti immobiliari sul Pil incide per il 4,4%. Nel primo trimestre dell’anno, inoltre, le transazioni sono calate ancora del 18,7% sul 2008 - ha osservato Francesco Zollino che ha così spiegato l’aumento di interesse della Banca d’Italia per il settore immobiliare-. Il peso dei mutui ipotecari sul reddito disponibile degli acquirenti è raddoppiato in dieci anni arrivando al 60% ma le banche e le famiglie si sono finora comportate con grande prudenza. Noi prevediamo che tra due anni il mercato potrebbe dare segni di ripresa”. Più pessimista è la visione del Cresme. “Questa non è una frenata recente – ha affermato Lorenzo Bollicini – rispetto al massimo del 2006 il calo delle compravendite è stato del 35% mentre la crisi Usa ha prodotto un calo del 40%. Non siamo così distanti dunque. La domanda è torneremo ai livelli del 2006 o dovremo attenderci altri crolli e soprattutto che domanda immobiliare uscirà dalla crisi?".

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