sabato 6 giugno 2009

Acqua minerale: l'Italia è tutta da bere

L’Italia, dal punto di vista delle acque minerali è un paese tutto da bere. Oltre 12,4 miliardi di litri l’anno è il totale del consumo nazionale, pari a 196 litri procapite, ma la crisi dei consumi, secondo Mineracqua, l’associazione delle aziende di imbottigliamento, sta provocando un sensibile calo delle vendite.
Il volume di affari del settore si aggira ormai attorno ai 2,3 miliardi di euro (-4% circa nel 2008), ma quello cambiamento nei cche si sta profilando è un cambiamento dei consumi, con uno spostamento dei consumatori verso le acque a basso costo e un incremento delle private label, le etichette ad hoc per la grande distribuzione. La crisi sta influenzando anche le politiche delle aziende che negli ultimi anni hanno ridotto i budget in comunicazione. Nel 2008, infatti, sono stati investiti 105 milioni di euro in pubblicità, -6,2% sul 2007 e -10,4% sul 2006. Le imprese del settore investiranno nel 2009 più o meno le stesse cifre, ma con strategie e obiettivi diversi. L’Acqua Sant’Anna - Fonti di Vinadio, conferma la sua politica di comunicazione al pubblico basata sulla comparazione di qualità, un benchmark che si è spostato dal contenuto della bottiglia al contenitore ecosostenibile fatto di sostanze vegetali. Il brand “siamese”, Uliveto-Rocchetta (gruppo Cogedi) , porta avanti una comunicazione basata sulla fama e la bellezza dei due testimonial: il calciatore, Alex Del Piero e l’ex miss Italia, Cristina Chiabotto. Anche a costo di incorrere in qualche infortunio. Secondo l'associazione Media&Diritto, l’ultimo spot dell'acqua Rochetta offende le donne e per questo motivo ha chiesto il ritiro della pubblicità. Nello spot sono messe a confronto l’ex miss Italia, bella, alta e magra che beve acqua Rocchetta e un'altra meno avvenente, bassa e rotondetta che, ovviamente, beve un'altra acqua.
Qualità della vita, benessere, salute e soprattutto ambiente sono i temi prevalenti degli spot. L’ambiente in particolare è il terreno sul quale la competizione tra i brand appare più evidente. L’Acqua Minerale San Benedetto, azienda di proprietà della famiglia Zoppas, ad esempio, ha recentemente stipulato con il ministro Prestigiacomo un accordo volontario che ha per obiettivo l’acqua minerale “a impatto zero”. Lo stesso fa anche Levissima, che oltre a confermare il testimonial Messner investe sulla riduzione del packaging e sui social network ambientali, mentre Vitasnella e Lete puntano su due altri elementi forti: la prima sul fitness con un'iniziativa rivolta alle palestre e la seconda sullo sport con la sposorizzazione del Napoli Calcio.


Il fantasma che aleggia sul mercato dell'acqua in bottiglia è però un altro che rischia di amplificare la tendenza al calo dei consumi: l'acqua pubblica che molti gestori di acquadotti cominciano a fornire al pubblico anche nella versione gassata e refrigerata tramite l'iniziativa "Casa dell'acqua" che conta già su decine di punti di distriubuzione in molte provincie italiane del Centro-Nord.

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