La corsa del telefonino in Italia, crisi o non crisi, continua. Grazie a due fattori: tariffe in calo e concorrenza tra i gestori a colpi di opzioni, promozioni e spot che si va facendo sempre più serrata. L’attore numero uno, Telecom Italia Mobile, infatti, sta perdendo terreno a favore dei competitor i quali ne approfittano per guadagnare posizioni. Nel corso del 2008 TIM ha perso ben 1,5 milioni, di clienti registrando nell’ultimo trimestre dell’anno un forte calo che ha portato la sua share sotto il 40% a causa delle ripetute rimodulazioni delle tariffe. A guadagnare sono stati ovviamente Vodafone, che ha incassato 319 mila nuovi utenti portando la sua quota al 33,8%, Wind, che ha guadagnato 1,5 milioni di clienti aggiudicandosi il 20,4% del mercato. Segue H3G che, nonostante la quota ridotta di mercato (6,5%), è il gestore che ricava di più dai suoi abbonati: 33,5 euro al mese.Dietro questi numeri c’è ovviamente una martellante attività di comunicazione con investimenti crescenti soprattutto in spot e campagne web che nel 2008 hanno sfiorato complessivamente la cifra di 8,5 miliardi di euro. Secondo Nielsen nei primi cinque mesi del 2009 il settore telefonia avrebbe già aumentato la sua spesa in Adv del 6,2%. A spendere di più l’anno scorso è stata Vodafone con oltre 167,2 milioni di investimenti, seguita da TIM, 127,6 e da Wind, 122,7, mentre H3G ha superato i 49 milioni di euro. TIM, che appare in difficoltà, dovrà cercare di recuperare e per farlo ha deciso di puntare ancora sul target giovani e sulla potenza dei loro sogni. Ma basterà lo spot giovanilista con la regia di Gabriele Muccino e la canzone di Boccelli a risollevare le sorti del leader? Difficile dirlo, anche perché oggi i sogni dei giovani, diversamente da quelli anni 70, non viaggiano da un pub all'altro su uno scassato furgone Volkswagen.

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