L’ultima commessa è arrivata in aprile dal Daghestan dove i viticoltori locali stanno inserendo nuove tecnologie enologiche nelle loro cantine, ma la linea automatica più prestigiosa e innovativa (18mila bottiglie l’ora) l’hanno appena consegnata alla Henkell Co. di Wiesbaden, uno dei maggiori produttori europei di spumante, bagnando il naso ai concorrenti tedeschi.Bertolaso spa, storica azienda veronese fondata a Zimella nel 1880, opera nel settore enologico, progettando e realizzando macchine e impianti chiavi in mano per l’imbottigliamento c he integrano sciacquatrici, riempitrici, tappatrici, capsulatrici, distributori e alimentatori di tappi e capsule, trasportatori per bottiglie e casse, venduti in tutto il mondo seguendo da presso l’espansione inarrestabile della cultura del vino (a sinistra una vigna cinese di vini rossi nello Yunnan). “Sono appena tornata dalla Cina dove siamo presenti da anni con i nostri impianti. Il mercato si sta rimettendo in moto e le cantine cinesi stanno passando dal capannone allo ‘chateau’, imitando i francesi, puntando con decisione sulla qualità
del vino, sul lusso e l’ospitalità di charme – dice Cristina Bertolaso, ad con la sorella Antonietta dell’azienda di famiglia e responsabile del marketing -. I cinesi sanno bene quello di cui hanno bisogno per competere con le produzioni europee, e se lo comprano”Il Gruppo Bertolaso che ha 200 dipendenti e prevede di fatturare 38 milioni di euro nel 2009 (+14% nel 2008), è presente con i propri prodotti in tutto il mondo: l’export infatti copre circa l’80% del suo business. Ai mercati più consolidati, Europa e Nord America si vanno affiancando paesi nuovi, dall’Australia al Sud Africa, realtà economiche ad alto potenziale di crescita che, per affermarsi sullo scenario economico mondiale, si stanno attrezzando con le migliori tecnologie presenti sul mercato. Per questo anche la struttura aziendale della società si deve avvalere di tecnologie all'avanguardia. “I nostri prodotti sono molto avanzati e i concorrenti più temibili sono i tedeschi tradizionalmente fortissimi nell’automazione – afferma Antonietta Bertolaso che si occupa della gestione della società -. Le innovazioni di prodotto richieste dai clienti sono molto frequenti. Dobbiamo pertanto garantire una gamma sterminata di ricambi e componenti che vengono modificati seguendo l’aggiornamento degli impianti. Per far questo abbiamo scelto Think PLM, un sistema software di gestione del ciclo di vita del prodotto e della produzione fornito della Think3 di Bologna, che consente a tutti i reparti di dialogare e mettere in comune i dati utilizzando un unico data base. Un sistema con il quale siamo riusciti a ridurre i costi, accorciare il time to market, e soprattutto rispettare i tempi di consegna”.

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