Ferruccio de Bortoli, già praticamente con la nomina in tasca, ha sorpreso tutti e stamani ha diffuso un comunicato con il quale ha rinunciato alla carica di presidente della Rai. "Ringrazio Dario Franceschini e Gianni Letta per l'offerta di presiedere la Rai, azienda patrimonio del paese. Un incarico di grande prestigio per il quale mi ero reso disponibile. Dopo attenta riflessione ho però deciso di restare dove sono: a fare solo il giornalista". Il giornalista milanese ha dunque scelto di rimanere direttore del quotidiano di Confindustria, Il Sole 24 ore. A rimanerci male sono stati soprattutti i leader del centro sinistra che avevano sostenuto la sua candidatura e adesso devono ricominciare la ricerca di un nuovo candidato per la la presidenza dell'azienda televisiva di Stato. Prima di De Bortoli a fare il "gran rifiuto" era stato anni fa un altro famoso direttore che prima di lui aveva guidato il Corriere della Sera, Paolo Mieli, che poco dopo quel rifiuto tornò alla guida dell'ammiraglia di via Solferino.
Perché Ferruccio De Bortoli ha rinunciato al trono più alto dell'informazione italiana, sogno non tanto segreto di moltissimi giornalisti? Molti già si chiedono: ha rinunciato o, dal momento che prima si era reso disponibile, lo hanno messo in condizione di non poter accettare? Dagospia che perfidamente lo chiama Flebuccio scrive:
" Lunedì prossimo Flebuccio avrebbe potuto salire al settimo piano di viale Mazzini, ma già ieri sera qualcuno si chiedeva se la sua scelta fosse un atto di saggezza oppure la prima sbandata della sua vita professionale. La Rai è un Vietnam e riesce difficile immaginare come il direttore dalla capigliatura cotonata avrebbe potuto convivere nel perimetro disegnato dalla feroce lottizzazione degli uomini del centrodestra.
Di certo si può capire che il direttore del "Sole 24 Ore" abbia sentito in questi ultimi mesi una gran voglia di lasciare ad altri le forbici che dovranno tagliare i bilanci e di sganciarsi dal profilo basso del suo editore Confindustria. Ma il colpo di scena con cui stamane ha rinunciato alla presidenza di viale Mazzini avrebbe due motivazioni: da una parte Tremonti ha tuonato contro i 700mila euro di stipendio pattuito con Flebuccio tirando fuori il tetto ai compensi di manager di aziende pubbliche; dall'altra la considerazione di Flebuccio di non aver nessun potere esecutivo come presidente (la legge non lo prevede) con il rischio più che probabile di finire schiacciato al pari di Lucia Annunziata tra i poteri politici". Io, conoscendolo, propendo per la prima delle due spiegazioni. L'istinto di sopravvivenza all'ultimo momento lo ha tirato per la giacca. Perchè Dago ha ragione, la Rai è un Vietnam dove un bravo professionista può solo perdere.
lunedì 9 marzo 2009
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