mercoledì 11 marzo 2009

Milano, le Fs riqualificano 120 ettari di scali ferroviari

1,2 milioni di metri quadri di aree industriali degradate saranno trasformate entro il 2015 in 750mila metri quadri di parchi, nuova viabilità e spazi pubblici, oltre a 250mila mq di nuova edificazione urbana e 6 nuove stazioni ferroviarie.
L’accordo di programma che vede per la prima volta le Ferrovie dello Stato scendere in campo a Milano come protagonista dello sviluppo urbano, è stato illustrato dall’assessore al Territorio, Carlo Masseroli, e da Carlo De Vito, ad di FS Sistemi Urbani. Le aree in questione sono quelle dei sette vecchi scali ferroviari milanesi dismessi dalle FS a cominciare dai 545mila metri quadri dello scalo Farini che collegherà la città della moda in costruzione a Porta Nuova con Bovisa Politecnico e l’Expo. A questi si aggiungono i 240mila mq dello scalo Romana e quelli di San Cristoforo (150mila mq), Porta Genova (95mila mq), Greco Breda (68mila mq), Lambrate (70mila mq) e Rogoredo (22mila mq). Insomma tutte le vecchie stazioni di servizio alle grandi fabbriche della ex cintura industriale milanese verranno messe a reddito partendo da un valore complessivo fondiario che viene stimato in circa 800milioni di euro.
Gli obiettivi principali dell’accordo sono tre: restituire ai milanesi questi pezzi di città, in parte situati in centro o a ridosso del centro, ricucendo il tessuto urbano rimasto separato dal ferro, innovare potenziandole le infrastrutture ferroviarie di Milano, ottenere 12mila nuovi alloggi di cui 3.600 destinati ad aumentare l’offerta di social housing della città. Le aree restituite alla città faranno da cerniera tra i quartieri finora separati dalle linee ferroviarie, riequilibrando le funzioni tra centro e periferia e realizzando una nuova viabilità collegando e ottimizzando i tracciati esistenti. Sarà inoltre rafforzato il sistema del verde e della mobilità lenta basata su mezzi pubblici e su percorsi ciclopedonali.
Con i fondi ricavati dall’operazione le Ferrovie dello Stato miglioreranno il nodo ferroviario milanese. Il programma di sviluppo prevede di costruire sei nuove stazioni, dotate di servizi, centri intermodali e grandi parcheggi, che sorgeranno sulla “circolare” già esistente che va da Rho Fiera a Dergano, Forlanini, Zama, Tibaldi, Canottieri, percorso che in prospettiva si chiuderà a ovest circondando completamente la città e trasformando quella che oggi è considerata una linea extraurbana in una metropolitana leggera di superficie.
I tempi del progetto sono: il 30 marzo, stesura e pubblicazione del rapporto ambientale, il 15 maggio verrà pubblicata la variante al PRG e il 30 luglio verrà firmato l’Accordo di Programma. Dopo la firma dell’accordo le FS faranno partire una grande gara di progettazione alla quale verranno chiamati a partecipare i maggiori architetti e urbanisti italiani e internazionali ed entro il 2010 il Comune prevede di approvare i primi PII.

1 commenti:

COMITATO VIAGGIATORI E PENDOLARI ha detto...

Per risolvere il problema del nodo ferroviario Milanese bisogna costruire le seguenti infrastrutture:

Collegamento di Garibaldi Superficie, Garibaldi Passante e S. Rocco con Porta Genova e Romolo

Collegare il passantino con il passante (lato Est) in modo da permettere ai treni da Chiasso e Monza di entrare nel passante in direzine Est: attualmente manca l’infrastruttura.
Sistemare alcuni scambi presso Taliedo e Trecca per permettere ai treni del passante di andare verso Lambrate e Porta Romana (oggi non ci sono)

Costruire un passante AV/AC collegando Rogoredo e Ortica con Garibaldi superficie e Greco (ripristinando i triangoli denominati Magna e Acqubella)

Soltanto così si potrà risolvere un problema iniziato nel 1932 con la demolizione delle opere sopra citate

COMITATO NAZIONALE PENDOLARI
ASSOCIAZIONE REGIONALE TRASPORTI
COORDINAMENTO PENDOLARI LOMBARDIA
PENDOLARI LOMBARDIA

Posta un commento