Nelle banche svizzere stanno assumendo personale per spostare l'oro dei clienti nei caveau. La crisi finanziaria scoppiata nell’ultimo semestre 2008 ha tagliato del 14% la ricchezza dei capitali privati a livello mondiale e di conseguenza sta influenzando gli investimenti riportando in auge i classici beni rifugio come il nobile metallo giallo. Dopo cinque anni di crescita ininterrotta con un tasso medio annuo del +7,4% il valore del capitale personale dei “Paperoni” mondiali è così ridisceso ai livelli del 2005.
Ai redditieri italiani, 593 mila famiglie titolari di un patrimonio finanziario complessivo di 779 miliardi di euro, è andata decisamente meglio. I nastri possidenti hanno visto il loro portafoglio sgonfiarsi “solo” del -6%, ma questo ha provocato l’uscita dalla felice riserva di almeno 100mila ex milionari. Di conseguenza anche gli utili del settore nazionale del Private Banking sono diminuiti di 0,3 miliardi di euro a fronte di ricavi ridotti di 1,4 miliardi.
L’universo del capitalismo nostrano è composto per il 97% da famiglie che dispongono di capitali da 500mila a 5 milioni di euro, per il 2% da quelle che possiedono da 5 a 10 milioni e per l’1% di titolari di grandi patrimoni che superano la soglia dei 10 milioni. Il mercato italiano dei capitali di rischio è tradizionalmente più prudente di quello anglosassone e si affida alle obbligazioni che già all’inizio dello scorso anno rappresentavano il 40% dell’allocazione dei patrimoni privati. Oggi la maggioranza degli investitori individuali chiede prodotti più trasparenti, tende ad abbandonare le gestioni patrimoniali e sceglie di aumentare la liquidità o l’acquisto dell'oro. Il metallo giallo è sempre una sicurezza.

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